Oliva Paola - Pianto velato

Data: 2012-10-27 12:41:38 - Categoria: 100 e non più 

PAOLA OLIVA

Nata a Roma nel 1956, ha intrapreso vari studi e avuto diverse esperienze nei più svariati campi.
Da sempre nutre un grande amore per la poesia e la scrittura in generale; sostiene che per poter ben scrivere bisogna anche saper ben leggere, conoscere.Ha un incubo perenne per la punteggiatura … la uso in modo personale, e non sempre viene apprezzata.Per anni ha concretizzato la suaa vita nell’impegno politico, sia nelle fila del mio partito che anche come lavoro (PCI prima, le varie diramazioni dopo il ’91). Lavoro che negli ultimi anni, per alterne vicende collettive, ha subito decisi cambiamenti, più o meno volontari, a volte dolorosi e amari, altre meno. Tra le numerose esperienze annovera anche una breve esperienza alla radio, il cinema (nella redazione di una sua enciclopedia), il teatro (negli anni della prima gioventù), e la permanenza nella redazione di un giornale di quartiere e qualche apparizione su riviste on line come ‘Italia 2013’ e ‘Noi donne’. In passato ha avuto qualche breve collaborazione con i settimanali ‘Cominform’ e ‘Aprile’(ora non più in pubblicazione). Scrive da sempre in vario modo, ma costante è l’amore per il verso poetico, e ha al suo attivo diverse pubblicazioni e molte poesie scritte e (fino ad ora) mai rese pubbliche. Ha un blog di poesie sul sito di ‘Altramusa’ sotto lo pseudonimo di Paola56. E’ sposata, ha due figlie e per mestiere fa l’impiegata ai gruppi parlamentari . E’ presente con i suoi scritti (poesie e racconti) sulla rivista ‘Poeti e poesie’ di ‘Pagine’, nelle antologie di G. Perrone (sin dal 2008) e pubblica libri con le Edizioni Associate (dal 2005), prima ha piccole pubblicazioni estemporanee in varie antologie, più una pubblicazione autoprodotta.


PIANTO VELATO

E’ un pianto velato,
ma vivo.
E’ il singhiozzo
che asperge le anime
quello che a rivolo
discende nei pensieri.
Spesso si percepisce
il gorgoglio
dei suoi flutti
e non è ravvisabile
la melodia che eleva.
Dolce? triste?
Non si sa
che gemito sia..
ma negli occhi aridi,
in apparenza invernali
si vela l’interiorità
d’una lusinga.
La profondità
d’un diritto.
Se fossi ampolla
raccoglierei
quelle lacrime
e le porrei in uno scrigno
foderato di soffice
velluto rosso
unendole alla gioia
e al dolore dei giorni.
Pianto occultato
di mille vite distinte
sei ciò che ci unisce,
melodia sconfinata
di vita celata
dietro un’ombra.


Commento: Nel pianto si nasconde un’anima capace di raccogliere le sue stille per farne ampolla di salvezza.


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